L'Alfa Romeo negli anni 90

maurizio solazzi

Responsabile Regione Lazio
Membro dello Staff
Socio CCS
1 Ottobre 2011
2.421
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Gli anni 90 segnano per Alfa Romeo l'entrata a pieno regime nell'orbita FIAT e lo stile di Torino si percepisce chiaramente nei modelli in produzione. Gia' con la presentazione della 164 avvenuta pero' nel 1987, si ha uno sviluppo delle sinergie tra marchi dove il pianale di un veicolo viene adoperato per la costruzione di piu' modelli:in questo caso per Alfa 164 ,Lancia Thema e Saab serie 900 . Si usa inoltre il pianale Tempra per la creazione della 155 che viene motorizzata con i gruppi propulsori Twin Spark , il tutto usando in un'ottica di risparmio costruttivo, la trazione anteriore, che ha costi indubbiamente inferiori ma perde sicuramente la classicita' e la sportivita' di quella posteriore. Il sistema transaxle (cambio posteriore e motore anteriore) viene definitamente abbandonato perché molto costoso e pesante meccanicamente, vedra' il suo tramonto sulle ultime 75 consegnate nel 1992. Sono anni in cui la catalizzazione dei motori diviene obbligatoria e lo stesso boxer ,montato sulle 33 e poi sulle 145/146 non permette un'ulteriore evoluzioni in termini di antinquinamento . Infatti anche i modelli 145/146 vengono equipaggiati con i T. Spark. Cessa la produzione di Alfa 33 che ha avuto un buon successo ma le loro sostitute 145/146 ,che si differenziano tra loro per la forma della coda , dove la prima esprime un due volumi e la seconda un due volumi e mezzo non raggiungono gli obbiettivi prefissi , mancando tra l'altro nel loro listino la versione che tanto ha arriso in fortuna alla 33 stessa : la Station Wagon. Si procede poi ,per quanto gli esigui investimenti lo permettano ,nei modelli di nicchia, presentando la serie ES Zagato che con il pianale della 75 ed il V6 Busso 3000 e relativa meccanica della 75 stessa, tenta tramite la nobile firma del carrozziere di cui sopra di rinvigorire i fasti sportivi , la soluzione non fornisce un input commerciale soddisfacente e di SZ (coupe) ed RZ ( roadster) ne vengono prodotti poco centinaia . La nuova GT 916 , che sostituisce la GTV derivata dalla vecchia Alfetta gt, ha un discreto successo che di sicuro non ricorda pero' quello dell'antesignana Giulia gt degli anni 60/70. L'intramontabile spider ,con la quarta serie, tiene in vita il modello fino al 1994 che rimarra' un simbolo di fascino e longevita' , considerato che e' in produzione dal 1966. Sempre in questo periodo Arese ,dove da sempre vengono costruite le Alfa Romeo , perde d'importanza e quasi tutti i modelli vedranno luce in altri stabilimenti Fiat o presso Pomigliano d'Arco .La produzione di veicoli commerciali e' ormai finita da alcuni anni e la presenza nel mondo delle corse e' affidata solo alla 155 che ottiene grandi successi nel DTM tedesco . Il reparto corse ufficiale Alfa Romeo : l'Autodelta e' stato dismesso nel 1985 gia' nella gestione milanese . Questo quadro non idiliaco acquisisce energia positiva solo sul finire degli anni 90 , quando la felice matita di Da Silva dipinge la 156, che pur con trazione anteriore ed i vecchi T. Spark da slancio alle vendite ed all'immagine del Biscione. Nel frattempo la 164 ,ammiraglia della casa,sta perdendo colpi per la sua anzianita' di progetto e la 166 che verra' di li' a poco non sara' in grado di invertire la rotta. Infatti l'eleganza ,l'affidabilita' e lo stile della berlina da segmento superiore fara' della 164 l'ultima interprete eccellente dell'Alfa Romeo . Essa costruita all'inizio con motore T.spark 2000 , 4 cilindri turbo ( in comune con Thema di derivazione Fiat) e diesel di 2400cc , vedra' nel corso degli anni nuove motorizzazioni , dove il 6 cilindri turbo da piu' di 200 cv sostituira' il propulsore 4 cilindri sovraalimentato , e il v6 dell'immortale Busso onorera' la meccanica di questa splendida berlina che vedra' sul finire anche una versione integrale molto performante : la quadrifoglio verde.
 
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