Alfa Romeo Alfetta: storia, Modelli, Motorizzazioni

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Con questo topic vorrei illustrare la nascita di uno dei modelli piu’ prestigiosi dell’Alfa Romeo: L’Alfetta.

Alfa Romeo Alfetta prima serie

ALFETTA ( 11608)
All’inizio degli anni 70 si viveva ancora un momento eccezionale in campo automobilistico, e’ vero che stava finendo il periodo d’oro del boom economico,ma i suoi clamori e la sua vivacita’ si riflettevano ancora nel nuovo decennio!
Le case automobilistiche sfornavano nuovi modelli in continuazione e tutte erano alla ricerca dell’auto eccezionale nella linea e nella meccanica .
La guerra del Kippur(1973),che mettera’ fine alla corsa verso le prestazioni,per via dell’ imbargo petrolifero,sarebbe scoppiata da li’ a poco!
In quegli anni in Italia e’ un periodo di forti scontri sindacali e tensioni sociali…” la benzina costava 200 lire… e Lucio Battisti sentivamo in vinile!”
Economicamente in Alfa Romeo la situazione e’ abbastanza rosea ,ma alcuni modelli erano da aggiornare.
La “Giulia” che tirava da piu’ di 10 anni ,iniziava ad apparire non piu’ in forma smagliante , e le sue derivate “GT” e “Spider” sembravano aver raggiunto la piena maturita’ e quindi iniziavano una leggera parabola discendente. La 2000 altro non era che una rivisitazione dell’Alfa 1750 in produzione dal 1967 e la Montreal, essendo una supercar, serviva piu’ all’immagine che alle vendite!
Serviva quindi una scossa,una vettura che rappresentasse l’eccellenza motoristica,il nuovo nelle forme,e quel pizzico di eleganza che a volte difettava nelle Alfa. Da sempre ,infatti, queste ultime avevano rappresentato piu’ la sportivita’ che non la raffinatezza delle forme.In questo frangente storico l’Alfa penso’ di risolvere l’arcano presentando una berlina veramente innovativa :L'”Alfetta”.

Alfetta 1.8 – 1975

Alfa Romeo Alfetta 1.800
Alfa Romeo Alfetta 1.800

Quest’auto venne presentata nella primavera 1972 e a livello motoristico proponeva il generoso motore 548 che equipaggiava l’Alfa 1750 con in piu’ un rapporto di compressione leggermente maggiorato e con delle camme con connotazione piu’ sportiva denominate zero/uno,che portavano i cv da 118 a 122 . Quindi con prestazioni intermedie tra la 1750 e la 2000 veniva anch’essa equipaggiata con l’alimentazione singola, garantita da quattro carburatori : Solex ,Weber , Dellorto !
Se riguardo al motore non ci furono problemi per le scelte tecniche,non avvenne cosi’ per il cambio ed il gruppo trasmissione. Vi erano infatti due scuole di pensiero : quella di Chiti,che voleva mantenere “il tutto avanti” con trazione posteriore, soluzione adottata da tutti i precedenti modelli ,quindi un cambio attaccato al motore posto anteriormente che dava piu’ immediatezza e al contempo piu’ scorrevolezza nell’inserimento delle marce. C’era poi la tesi di Busso ,che voleva rivoluzionare il tutto con un sistema “transaxle”,ossia un motore anteriore , cambio e differnziale in blocco al retrotreno con bilanciamento dei pesi perfetto, che garantiva una tenuta eccezionale. La trazione rimaneva posteriore.Anche i freni posteriori avevano i dischi all’uscita del differenziale con evidente bilanciamento del peso al centro dell’auto, anziche’ verso l’esterno! Tra l’altro venivano eliminati, con un “parallelogramma di Watt” gli scuotimenti del retrotreno ,caratteristici delle “Giulia”, una sorta di ancoraggio del ponte posteriore alla scocca! Questo sistema denominato “ponte de Dion” e’ addirittura un’ intuizione tecnologica di prima della guerra ed era stata sperimentata gia’ sulle Alfetta da F1 nei primi anni 50 e da qui la scelta del nome! L’unico inconveniente era una minore manovrabilita’ nell’inserimento delle marce, a causa dei lunghi meccanismi che andavano a collegare la leva del cambio agli ingranaggi del cambio stesso posizionato almeno un metro piu’ dietro .
Alla fine la spunto’ l’Ing. Busso, che supportato dall’ ing .Satta Puliga,l’altro creatore di questa berlina,riusci’ ad imporre tutte le sue innovazioni.
Ne risulto’ che l’Alfetta divenne il modello dell’Alfa Romeo piu’ innovativo del dopoguerra e la degna erede dell’auto che andava a sostituire: la mitica 1750!
La sua linea disegnata al “Centro Stile Alfa Romeo risulto’ finalmente anche elegante!
A Grignano (Trieste) dove fu presentata nel maggio 1972 i riflettori furono tutti per lei
Come promesso continuiamo il topic iniziato il mese scorso sulla storia della celeberrima Alfetta ,illustrando le varie serie succedutesi negli anni e le varie motorizzazioni!

ALFETTA 1800 1972 /1978
Lanciata a Maggio 1972 in un’unica cilindrata (1779) e dotata di 122 cv din (140 sae) questo modello rimane invariato fino all’estate 1975 quando viene proposta la versione 1,8 con un motore leggermente depotenziato 118 din (132 sae) Questa operazione viene effetuata per diminuire leggermente i consumi,adottando le camme 00 (quelle della 1750) anzichè le 01 montate sulla 2000 e sulla prima Alfetta! Cambia la colorazione del quadro strumenti ,ora in blu anzichè in nero e il legno del cruscotto lascia il posto a modanature in finto legno. All’esterno troviamo una mascherina in plastica con scudo centrale piu’ largo e rostri in gomma sui paraurti ,senza inserti in metallo!
ne verranno venduti 85000 esemplari del primo tipo e 45000 del tipo depotenziato ,su quest’ultimo modello vengono adottati dei giunti elastici di trasmissione maggiorati poichè nella prima serie vi erano stati frequenti casi di rottura degli stessi!

ALFETTA 1,6 1975 /1984

Alfa Romeo Alfetta 1.600

Nello stesso anno ,pero’ in Primavera, viene presentata ,sempre nella corsa ai minori consumi creatasi dopo la guerra del Kippur che aveva fatto impennare il prezzo del petrolio,la versione 1600 . Semplificate nell’allestimento esterno :2 soli fari anteriori leggermente piu’ grandi con lo stesso scudo della prima Alfetta,paraurti meno avvolgenti,mentre all’interno il volante era di plastica anzichè in legno e i sedili anteriori non hanno piu’ le tasche dietro lo schienale. Meccanicamente la 1600 monta un motore da 125 cv ed un rapporto al ponte di 10/43 anzichè 10/41. Ne verranno prodotte 44000,di questa prima serie piu’ altre 31000 della serie unificata 1977/81 che prendera’ per intero anche l’esterno della sorella maggiore. Un ultimo aggiornamento 1981/1984 dara’ luogo ad ulteriori 7000 unita’ prodotte ,anch’esse unificate nella linea al modello 2000 con carrozzeria piu’ lunga di 10,5 cm.

ALFETTA 1.8 1979 /1984
Finita la crisi energetica l’Alfetta 1,8 torna a sfoggiare il motore da 122 cv ,mentre all’esterno adotta le portiere senza deflettori con maniglie incassate della serie Alfetta 2000 .Il quadro strumenti inverte la posizione di contakm e contagiri,ne vengono vendute 21000 unita’. Altre 6600 unita’ verranno prodotte nella serie unificata alla carrozzeria dell’Alfetta 2000 (piu’ lunga di 10,5 cm).In queste versioni sono presenti di serie le cinture anteriori ,luci hazard e optional il condizionatore!

ALFETTA 2000 1977 /1984

Alfa Romeo Alfetta 2.0
Alfa Romeo Alfetta 2.0 interni
Alfa Romeo Alfetta 2.0

Presentata nella primavera 1977 per sostituire l’Alfa 2000 della serie Giulia ,per dare piu’ importanza allunga il muso di 10,5 cm e adotta un motore 2000 depotenziato a 122 cv. All’esterno vengono adottate luci posteriori piu’ grandi , paraurti in plastica con inserto in metallo ,fari anteriori rettangolari e come gia’ detto,maniglie incassate e portiere senza deflettori, gli interni ed il cruscotto totalmente ridisegnati. Le prestazioni non sono eccezionali e ne vengono prodotte solo 29500 unita’. L’Alfa corre ai ripari riportando il motore a 130 cv e adottando un correttore dell’anticipo automatico ,vengono migliorati gli interni e sono proposti i nuovi colori della carrozzeria Capodimonte ,Rosso Veneziano,luci di bosco.Nel 1981 una nuova versione con allestimenti sia interni che esterni piu’ curati da nuovo slancio alle vendite toccando quota 100000 complessivi di tutte le 2000 vendute! Il motore da 130 cv viene ammorbidito con rapporti al ponte piu’ lunghi ed addirittura una 5 marcia di riposo ,viene adottata l’accensione elettronica ,modificata la taratura delle sospensioni e effettuato un procedimento anticorrosione della scocca piu’ efficace!

ALFETTA QUADRIFOGLI ORO 1982 – 84

A fine carriera la versione a benzina adotta l’iniezione elettronica Spica ,dotazione di bordo di alto livello ,chiusura centralizzata ,check control sulla plancia, vetri elettrici, sedili con regolazione elettrica e cerchi in lega e clima di serie,torna la mascherina con i 4 fari tondi,le tinte sono solo metalizzate.Ancora non e’ previsto il servosterzo ma l’auto piace e ne vengono vendute 19000 unita’. Anche le versione a carburatori vengono aggiornata con inserti in plastica all’esterno e mascherina semplificata ma non raggiungono le 10000 unita’.

ALFETTA TURBODIESEL 1979 /1984
Prodotta in totale in 27000 unita’ fu prodotta prima con motore 2000 della VM con turbina kkk, iniezione diretta e 82 cv,poi con motore 2400 da 95 cv sempre unificata alla scocca della 2000 (quella piu’ lunga) a differenza della Giulia diesel fu un successo e fu il primo motore turbodiesel italiano!